Montessori e Hervé Tullet tra geometria ed arte
C'è relazione tra le figure e solidi geometrici e l'arte? E se si, quale e fin dove può spaziare artisticamente questa relazione per un bambino e una bambina?
Questo laboratorio nasce da un momento di studio e approfondimento per l'ideazione di un'attività laboratoriale con bambini e bambine tra i 3 e i 5 anni per approfondire con loro l'educazione dell'occhio alle dimensioni.
Uno dei materiali montessoriani più utili e interessanti per questo obiettivo sono i cilindri colorati che grazie alla possibilità di poterli manipolare e graduare, permettono l'apprendimento concreto dei concetti di:
- grande-piccolo (cilindri gialli: variano in altezza e diametro);
- grosso-fino (cilindri rossi: variano solo nel diametro che decresce regolarmente);
- alto-basso (cilindri blu: variano solo in altezza);
- alto/fino - basso/largo (cilindri verdi: hanno dimensioni inversamente proporzionali e variano sia nell'altezza sia nel diametro).

I cilindri di tutte e quattro le scatole, inoltre, possono essere usati contemporaneamente per costruire delle torri o per sperimentare diverse combinazioni che aiutano a distinguere e classificare i gradi delle dimensioni lasciando spazio all'immaginazione anche attraverso il gioco destrutturato.
Maria Montessori, riguardo alla manipolazione delle figure geometriche, ha scritto che "È col disegno che il bambino puà soffermarsi più a lungo sulle figure geometriche che ha maneggiate, spostate, combinate, facendovi sopra un sì complesso lavoro di ragionamento". (Maria Montessori, "L'autoeducazione", p. 545).
Ed ecco che sfogliando un libro di Hervé Tullet è come se all'imporvviso ci si fosse palesata concretamente la risposta a delle nuove domande: può un solido, un cilindro lasciare una traccia, un segno? In quanti modi diversi? Saranno sempre uguali o diversi? Possono, attraverso l'immaginazione, portare alla rappresentazione della realtà?
In questo libro è come se avessimo visto esattamente la traccia lasciata dai cilindri colorati di Maria Montessori. Che grande ispirazione!

Hervé Tullet è considerato uno degli autori più originali nell’ambito della letteratura per l’infanzia. Scrive e illustra libri interattivi, reinventando il principio stesso della lettura che può essere per i giovanissimi motivo di sviluppo dell'immaginazione e della creatività.
Abbiamo preparato quindi un ambiente accogliente, bello da osservare, ordinato, e che "parlasse" ai bambini e le bambine. Selezionando degli stimoli che avessero un obiettivo comune: l'educazione dell'occhio alle dimensioni.
La prima cosa che abbiamo fatto, e che sempre facciamo, è stata quella di stimolare i bambini e le bambine con delle domande.
- "Mi dite il nome una cosa grossa per voi?"
- Bambinз: "Un ooorsoooo!"
- "E una cosa fine?"
- Bambinз: "È come la fine di un gioco!"

Ma che segno lascerà il "più piccolo" o il "più grande" se lo facciamo strisciare come un serpente? E se li facessimo rotolare?
E quanti "più piccoli" ci serviranno per diventare come il "più grande"?


I bambini e le bambine sanno essere sempre sorprenderti! Basta interagire con loro lasciandogli spazio.
Non dando le nostre risposte, ma ascoltando le loro.
L'unione dei cilindri Montessori con i meravigliosi libri di Herve Tullet ha guidato i bambini e le bambine alla creazione di un'opera meravigliosa.




