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Entrate in una qualsiasi buona scuola Montessori del mondo, e vedrete alcuni degli ambienti educativi migliori che potete immaginare. Materiali in legno, scaffali disposti con cura, insegnanti attenti. Quello che non troverete, in generale, sono delle competenze tecnologiche avanzate. Anche se quasi ogni adulto possiede un cellulare, sono rare le scuole montessoriane dove smartphone, tablet o computer giocano un ruolo in primo piano.

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Negli ultimi dieci anni, il metodo Montessori si è diffuso ampiamente in Spagna, prendendo sempre più piede e portando alla nascita di molte "Casas de Niños". Ne parliamo con Domenico Salzano che, proprio in Spagna, lavora per promuovere e diffondere l'educazione montessoriana.

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Maria Montessori è stata una delle donne italiane che ha avuto vasto prestigio internazionale. Scuole ispirate alla filosofia pedagogica da lei ideata sono nate in tutti i continenti.

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Secondo Maria Montessori, il bambino da zero a sei anni attraversa un periodo “sensibile”, dove la sua volontà interiore, inquieta e creativa, trova nel rapporto sensitivo tra se stesso e l’ambiente la chiave di volta che porta “l’embrione spirituale” a compiere i miracoli della crescenza. Il bambino vive in un mondo di sensazioni strettamente legate alle emozioni.

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Nelle scuole Montessori, le raccolte d’immagini organizzate secondo criteri di ordine sensoriale o culturale o secondo insiemi logici di appartenenza, si chiamano nomenclature classificate. Esse rispondono alla “fame” di parole e di novità “culturali” che il bambino manifesta sin dalla prima infanzia e che raggiunge l’apice della sensibilità verso i cinque anni, quando le parole lo attraggono in particolar modo, giacché sono percepite come strumento di scoperta.