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E’ noto a tutti che per il bambino il disegno ha diverse funzioni, infatti è un’attività spontanea che contribuisce all’evoluzione psicomotoria, intellettiva ed affettiva, sviluppando aspetti fondamentali per la crescita della personalità. Al fine di perseguire questo obiettivo, ho pensato di proporre in classe, alcune attività grafico-pittoriche  che fossero uno stimolo per tutti i bambini, cercando di rispondere alla loro voglia di sperimentare i colori, giocare con essi, mescolarli ed utilizzarli con fantasia per esplorare, disegnare, colorare in tanti modi diversi.

Le esplorazioni, infatti, permettono al bambino di assimilare ed elaborare delle informazioni che lo portano ad acquisire una maggiore sicurezza di sé, affinando la vista, imparando a discriminare, riconoscere e verbalizzare correttamente le cose che percepisce.
Offrire ad ogni bambino la possibilità di utilizzare i mezzi comunicativi dell’arte, che fondono l’attività ideativa con quella manuale, significa, altresì, dargli la possibilità di sviluppare il suo pensiero creativo che coinvolge la sua totalità, attraverso una serie di processi percettivi, affettivi e sociali che maturano la sua sensibilità e la sua fantasia, che sviluppano la capacità di vedere e capire le cose, se stesso e gli altri.

È fondamentale, per la crescita e lo sviluppo di ogni individuo, specialmente per un bambino, vivere, sperimentare, ma soprattutto emozionarsi in un’esperienza o attività.
Con tali cognizioni ho pensato di far conoscere ai bambini l’Arte di alcuni pittori famosi, attaverso un approccio ludico-narrativo, in cui i bambini giocando con i colori, “pasticciando” con essi, esprimono se stessi e  trovano un canale per mostrare la propria creatività.

picasso picasso ancora

Per accrescere, poi, l’interesse e la partecipazione dei bambini, ho prima introdotto il percorso con la descrizione (estremamente semplificata) della vita dell’autore, al fine di creare curiosità, poi con un laboratorio artistico, inteso soprattutto come spazio mentale in cui sperimentare nuove emozioni e differenti modalità per comunicarle a cui ho accostato elementi di robotica educativa che contribuisce fortemente all’acquisizione delle competenze, non solo disciplinari, ma anche relazionali, attraverso attività dove si impara facendo, in quanto i robot sono oggetti reali e tridimensionali che si muovono nello spazio e nel tempo, accessibili ed inclusivi.

Ecco che il primo artista passato in rassegna è stato Pablo Picasso, dove i bambini sono stati guidati alla scoperta delle varie parti del viso, in un'immagine che successivamente hanno ritagliato in maniera irregolare, per ridurla in pezzi piccoli e grandi, e ricomposti poi alla rinfusa e capovolti per ottenere l’effetto cubista.

  picasso articolo picasso angela gatti

[Clicca qui per scoprire i pomeriggi d'arte digitale al museo di Boboto]


In seguito il volto è stato disegnato dai bambini, non solo con carta, matita e colori, ma anche con l'App #Dadinarte, messa a disposizione dalle colleghe Paola Pupilli e Cristiana Zambon, che ha dato la possibilità agli alunni di facilitare il loro tratto incerto, emulando i famosissimi disegni dell’artista. Infine si è voluto dare un tocco di “automata” all’occhio che si apre e si chiude a mo’ di occhiolino, espressione robotica  del prodotto finale.

L’artista Piet Mondrian ha conquistato tutti i bambini con la sua singolare arte, fatta di geometrie, linee ed accostamenti dei colori primari giallo, rosso e blu, attraverso ”Infinite possibilità aggregative delle superfici colorate e non, e infinite possibilità di combinazione di linee, geometria della combinazione di colori e non colori (bianco e nero) e nelle sue composizioni i colori primari (rosso, giallo e blu) disposti armonicamente, ma in maniera asimmetrica l’uno vicino all’altro, all’interno di una griglia nera su uno sfondo bianco e dalle forme variabili che creano una superficie bidimensionale e senza variazioni d’intensità...” cit.

disegno classe mondrian


Così i bambini, una volta osservata la tecnica, hanno liberamente dato sfogo alla propria fantasia e creatività, disegnando linee e forme geometriche su fogli bianchi, secondo un proprio modo di percepire e produrre l’arte, costruendo differenti quadri dove hanno espresso al meglio le proprie potenzialità.

In questo modo, hanno scoperto che l’arte non è qualcosa di inaccessibile perchè esclusivamente per esperti, ma “essa diventa un pre-testo per scoprire le culture, per conoscere, per raccontare, per inventare e diventare. E l’arte aiuta a crescere, qualsiasi sia l’età. Crescere significa innanzitutto sperimentare, modificare, ripetere, provare, osare, costruire nessi, riprovare." L’arte va raccontata come una storia appassionante (e, di fatto, lo è!) e soprattutto va fatta toccare con mano, deve essere esperienzale. Come spesso viene ricordato, “se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”. (cit. Mauro Speraggi)

mondrian prima mondrian finale

È una mia prerogativa didattica quella di collegare ogni attività ad altri ambiti disciplinari, in una rete fatta di nodi, in work progress, dove un’attività richiama l’altra come le scatole cinesi.

E’ così, che in questa attività, si è parlato dell’artista, dei colori primari e dei colori derivati, di forme geometriche, di poligoni, di linee rette e incidenti. Così come dei sentimenti e delle emozioni che suscita l’osservazione di questi quadri astratti paragonati alla realtà, con la produzione di testi narrativi e fantastici. Fino ad arrivare alla trasposizione tridimensionale della città Popup, dipinta Mondrian, munita di sensori di luce che si illuminano al buio, attraverso attività di coding con kit di elettronica educativa. 

 

Articolo di Angela Gatti - insegnante di scuola primaria