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Negli ultimi dieci anni, il metodo Montessori si è diffuso ampiamente in Spagna, prendendo sempre più piede e portando alla nascita di molte "Casas de Niños". Ne parliamo con Domenico Salzano che, proprio in Spagna, lavora per promuovere e diffondere l'educazione montessoriana.


Ciao Domenico, nonostante le tue origini italiane, collabori alla diffusione dell’educazione Montessori in Spagna. Ci racconteresti il percorso di Maria Montessori proprio nella capitale catalana, Barcellona?

Il primo cambio di residenza avvenne già nel 1910 quando ci fu la rottura di Montessori con le Suore Francescane di Maria di Via Giusti a Roma. Come lei lasciava intuire i cattolici non l’appoggiavano come gli “altri”, ovvero gli induisti o i teosofi. Il sostegno della Chiesa, infatti, arriverà solo dopo la seconda guerra mondiale.

Questa tappa “catalana” della dottoressa Montessori iniziata nel 1915 è appunto il proseguimento dell’esperienza di Via Giusti durante la quale si occupa della formazione religiosa del bambino attraverso l’impiego di appositi materiali e di rituali liturgici.

A Barcellona incontrò Padre Clascar, cappellano della Casa della Maternità di Barcellona e anche uno dei fondatori dell’Istituto di Studi Catalani. Padre Clascar decise di introdurre il metodo della pedagogia scientifica nel suo istituto, processo simile a quello che avvenne anche nelle Baleari con le suore di San Vincenzo de Paoli negli Istituti degli Orfanelli.

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Fig 1 Scuola Montessori 1932, Barcellona.


Fu un periodo lungo quello vissuto in Spagna da Maria Montessori che vide anche nel 1928 a Barcellona l’organizzazione del XVIII Corso Internazionale Montessori da parte de La societat Montessori. L’imminente scoppio della guerra civile spagnola, per molti storici interpretata come un preambolo del secondo conflitto mondiale, porterà Maria Montessori a riprendere la sua fuga in avanti e a spostarsi in India. Correva l’anno 1936.

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Come funziona il sistema scolastico spagnolo?

Il sistema educativo spagnolo nei primi due cicli dell’educazione somiglia a quello italiano: abbiamo la Educación infantil divisa in due tappe: 0-3 anni e 3-6 anni di carattere non obbligatorio; la Educación Primaria obbligatoria e gratuita (libri compresi) da 6-12 anni. Dopo abbiamo la Escuela Secundaria Obligatoria 4 anni dai 12 ai 16 anni. Terminata la ESO si aprono differenti possibilità e si può scegliere tra i Cicli Formativi per specializzarsi e accedere al mondo del lavoro, il Bachillerato che prepara all’Università, o l’accesso diretto al mercato del lavoro.
Al termine di questo articolo lascio un link per questo piccolo rompicapo fatto di differenti uscite e accessi ai livelli di formazione dopo la scuola secondaria obbligatoria.

Quanto di tutto questo sistema è coinvolto da questa “onda” Montessori che da dieci anni a questa parte interessa la Spagna?

Così come in altre parti del mondo molti considerano il sistema Montessori molto adatto alla scuola d’infanzia e meno alla scuola primaria, probabilmente perché mette in discussione il sistema scolastico tradizionale, quindi genera incertezze e discutibilità. Questa concezione e la cornice legale del Ministero dell’Educazione rendono più semplice la nascita di molte Casas de Niños (Case dei Bambini) montessoriane.
All’origine di questa nuova ondata di diffusione del metodo, l’interesse di tanti educatori ed educatrici si è riversato famelicamente su ogni fonte di informazione: spunti su blog più o meno accurati, video online con “presentazioni” montessoriane scaricabili e brevi seminari. Incontri concentrati spesso solo sullo “strumentario” montessori, tralasciando gli aspetti filosofici e pedagogici, che motivano le scelte della proposta didattica educativa Montessori, sia nell’ambito scolastico, che nel contesto dell’ambiente in famiglia.
I progetti montessori di Nido (0-3 anni) e di Casa dei bambini (3-6 anni) vengono proposti in spazi privati e pubblici, ma sempre su iniziativa di singoli educatori che a volte fanno rete e creano una squadra montessoriana. Le scuole primarie Montessori sono una realtà principalmente privata e molto elitaria per gli alti costi delle rette mensili. Ci sono fenomeni di cooperative di genitori che iniziano a formarsi e a creare realtà locali a volte comprando prima materiali e poi in corso d’opera cercando educatori formati. Di solito l’organizzazione è di unire le classi da 6 a 9 (taller 1) e da 10 a 12 anni (taller 2).

Si potrebbe stimare quante scuole Montessori ci sono attualmente in Spagna?

Non è possibile fare una stima reale delle scuole Montessori in Spagna per il fatto che non esiste un registro come per le scuole pubbliche italiane. Esistono reti di scuole che hanno in comune il centro di formazione che organizza periodiche attività di consulenza e aggiornamento, come nel caso di IMI.

Ci parli dell’International Montessori Institute, ad oggi la realtà di riferimento spagnola per quanto riguarda la formazione?

Dopo quello che possiamo definire propriamente un Far West montessoriano iniziale sono nate le prime offerte di formazione strutturate come quella dell’International Montessori Institute (IMI) con l’avallo dell’Università di Barcellona che la riconosce come Master proprio. IMI è una realtà che riunisce formatrici italiane, spagnole, messicane e argentine tra le tante nazionalità. Un punto di dialogo intermontessoriano tra i differenti centri di formazione e tradizioni Montessori. Il lavoro della direttrice di IMI Montse Álvarez in Spagna, della direttrice pedagogica Adela Vizcaíno dal Messico e di Rosita Gallinella coordinatrice per l’Italia sono un chiaro esempio della volontà di collaborazione e arricchimento tra le differenti declinazioni del Montessori.
La varietà di formatrici si unisce a quella dei suoi alunni e alunne provenienti dalla Spagna, dall’Italia, dall’America Latina e dal Portogallo, che determina la caratteristica peculiare di questo Centro di formazione. Il confronto e lo scambio di esperienze montessoriane nascono dalle riflessioni sulle buone pratiche educative e dal dialogo tra le diverse realtà operative di provenienza, arricchendo l’esperienza formativa. Inoltre il centro IMI prende parte anche in progetti per la formazione di singole persone o centri scolastici con poche risorse economiche, ma con volontà di diffusione di questa metodologia.
Il tema delle certificazioni è l’ossessione di molti educatori ed enti erogatori di queste ultime. Nel caso spagnolo è stato positivo per poter veicolare l’idea che non si trasforma una classe in un ambiente montessori in un fine settimana o con la lettura di un articolo. L’autoformazione dell’insegnante, è un processo lento che si matura con la volontà di voler cambiare il proprio profilo professionale. Crescere ed evolversi sono percorsi di trasformazione necessari per poter attivare l’importante lavoro di “regia” funzionale di cui ci parla Maria Montessori, all’interno di un “ambiente educatore”.
Ora abbiamo attivato un nuovo progetto di formazione con Rosita Gallinella e con le formatrici del Centro Nascita Montessori (CNM) per la piattaforma italiana del corso IMI dedicato alla tappa 0-3 anni. Quest’ultimo consiste in percorso online che permette di formarsi in qualsiasi luogo, mantenendo un’alta qualità della formazione grazie all’esperienza delle sue formatrici. Inoltre c’è la possibilità opzionale di fare 60 ore di pratica di osservazione scientifica in un nido montessoriano. Queste persone, come Rosita, insieme a quelle del gruppo IMI e del Centro Nascita Montessori, fanno parte di quel genere di incontri importanti, e mai casuali, che mi hanno cambiato la vita.

Lasciaci con un pensiero o citazione di Maria Montessori che ti è particolarmente caro e al quale tutte le realtà montessoriane del mondo, dovrebbero guardare.

Ancora oggi le parole di Maria Montessori risultano di incredibile attualità per quella educazione alla pace che in un momento storico così convulso, in particolare in Spagna, può solo essere opportunità di riflessione:
“Se v'è per l'umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l'uomo.”

 

Montessori 3D

È un progetto di Boboto e nasce con lo scopo di rendere la pedagogia montessoriana quanto più fruibile e inclusiva, in tutti i contesti educativi, dentro e fuori la scuola, con gli insegnanti e con tutto il nucleo familiare, attraverso la riproduzione dei materiali Montessori con le nuove tecnologie.

progetto montessori 3d

 

Il progetto

 

L'idea del progetto "MONTESSORI 3D" nasce con l'obiettivo di rendere questo metodo quanto più accessibile ed inclusivo, in tutti i contesti educativi, dentro e fuori dalla scuola, con gli insegnanti e con tutto il nucleo familiare.

catalogo montessori 3d 2018

 

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Coding e pensiero computazionale

Uno dei modi più interessanti per sviluppare il pensiero computazionale è attraverso la programmazione informatica in un contesto di gioco. Il termine gioco non va però assolutamente associato all’idea di una cosa “poco seria”. “Il contrario del gioco non è ciò che è serio, bensì ciò che è reale”

Coding

laboratori coding e pensiero computazionale

 

I laboratori

 

I laboratori di coding possono essere inseriti all’interno di un contesto scolastico o extrascolastico e consentono, vista l’importante sollecitazione motivazionale, di raggiungere obiettivi specifici di apprendimento, acquisire competenze trasversali, valorizzare i talenti di ognuno epotenziare le capacità di attenzione, concentrazione e memoria.

formazione coding e pensiero computazionale

 

La formazione

 

Crediamo sia compito anche della Scuola stimolare gli allievi ad utilizzare il mezzo tecnologico in modo attivo e consapevole e a sperimentare nuove modalità e nuovi contesti per riflettere, cooperare, sviluppare la creatività e imparare.


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