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Entrate in una qualsiasi buona scuola Montessori del mondo, e vedrete alcuni degli ambienti educativi migliori che potete immaginare. Materiali in legno, scaffali disposti con cura, insegnanti attenti. Quello che non troverete, in generale, sono delle competenze tecnologiche avanzate. Anche se quasi ogni adulto possiede un cellulare, sono rare le scuole montessoriane dove smartphone, tablet o computer giocano un ruolo in primo piano.

Una relazione difficile.

La carenza di incarichi basati sulla conoscenza del computer e della tecnologia potrebbe sorprendere gli insegnanti della scuola pubblica, dal momento che la tecnologia è ormai entrata a pieno titolo nell'insegnamento tradizionale nel pubblico. I montessoriani, al confronto, hanno un'opinione un po' meno entusiasta sull'uso della tecnologia, soprattutto nei primi anni. Nelle scuole Montessori, il livello di integrazione tecnologica dipende molto dal percorso educativo degli insegnanti.

Alcune scuole vietano ogni strumento tecnologico, credendo che i bambini debbano imparare utilizzando i propri occhi e le proprie mani e non guardando uno schermo. Altre scuole ancora hanno un computer in classe, ma il loro uso è consentito solo agli insegnanti. Altre invece dispongono di computer e consentono agli studenti di utilizzarli per la ricerca su Internet e per migliorare le capacità di scrittura con la tastiera

Nell’educazione montessoriana da 0 a 6 anni, c' è una quasi assenza del digitale. Se cerchi applicazioni educative su tablet o smartphone, potresti trovare app come quelle sulla matematica montessoriana o sul materiale della Torre Rosa, la quintessenza dei materiali Montessori, ma non fatevi ingannare pensando che scaricando queste app per vostro figlio, lui svolgerà l'attività che la Montessori ha sviluppato e adottato nel suo metodo: c'è una valida ragione per tutti quei bellissimi materiali in legno.

Cosa cambia e cosa no.

Maria Montessori, naturalmente, non era consapevole degli enormi cambiamenti tecnologici che si sarebbero verificati negli anni successivi alla sua morte avvenuta nel 1952, era però convinta che l'apprendimento di concetti astratti iniziasse dalle mani che il bambino usa per maneggiare oggetti concreti.

Se fosse viva oggi, è facile immaginare che la dottoressa Montessori non avrebbe negato l’importanza della tecnologia, seppur con un uso attento e limitato. Come avrebbe potuto non stupirsi delle attuali connessioni sociali globali? Oggi, un nonno può videochattare con un nipote lontano, un futuro genitore può cercare online suggerimenti per preparare la casa all'arrivo del primo bambino, uno studente può fare ricerche sulle Isole Galapagos non solo leggendo libri, ma anche guardando un video di una famiglia in vacanza che descrive ciò che vede e sente. Ci sono molti modi interessanti di utilizzare la tecnologia per migliorare la nostra connessione con il mondo ed esplorarlo, che la maggior parte di noi vede come valori aggiunti in un ambiente di apprendimento.

Non esiste un'applicazione per questo

Il problema sorge quando si tenta di sostituire troppo presto una preziosa esperienza pratica con un'esperienza astratta. Prendiamo ad esempio la torre rosa: ad un occhio inesperto, quel che fa il bambino è semplicemente impilare un insieme di dieci cubi di varie dimensioni in una torre, con il pezzo più grande in basso e il più piccolo sulla cima. Un' applicazione su tablet potrebbe presumibilmente sostituire questa attività con una rappresentazione virtuale di cubi rosa che possono essere trascinati e posizionati.

Un bambino in età prescolare può certamente imparare a ordinare questi cubi in base alle dimensioni, ma questo ridurrebbe drasticamente il valore e il senso dell'esercizio! Quando il bambino solleva con cura ogni cubo, ogni dimensione dona al bambino una miriade di spunti sensoriali che vanno ben oltre la sola vista. La forma e le dimensioni di ogni lato sono totalmente esplorate dalle sue piccole mani, il peso di ciascun cubo si può confrontare con il successivo. In questo modo, il posizionamento errato di un cubo è facilmente riconoscibile quando il successivo, messo in alto, fa oscillare o cadere la torre.

La torre stessa è inconsciamente paragonata alla dimensione corporea del bambino e l’incremento costante di 1 cm tra un cubo e il successivo servirà a sviluppare il suo futuro pensiero algebrico. Usare la torre rosa attraverso un'app è non è realistico: pensate alla differenza tra utilizzare un simulatore di volo e pilotare un aereo vero e proprio.

Quindi, come sappiamo cosa è appropriato?

Senza dubbio, abbiamo a nostra disposizione molti strumenti tecnologici interessanti da utilizzare con i bambini e, come genitori e insegnanti, spetta a noi decidere come questi strumenti possano o meno adattarsi al nostro approccio educativo.

Dobbiamo essere particolarmente attenti quando ci lanciamo in tecniche di insegnamento in formato digitale che non siano ben studiate, perché ciò che sembra la stessa attività potrebbe in realtà non coinvolgere pienamente tutti i sensi del bambino, come invece fanno tutti i materiali creati appositamente per la prima infanzia.

Non dobbiamo mai smettere di interrogarci sulla validità educativa di qualsiasi materiale tecnologico rivolto ai nostri bambini. C'è solo un percorso per la conoscenza collettiva di ciò che è utile allo sviluppo di un bambino o di ciò che ne è un ostacolo, e cioè attraverso l'osservazione continua dei bambini stessi.

 

di Aubry Hargis - David Hargis

Traduzione a cura di Boboto

Link all'articolo originale: https://www.childoftheredwoods.com/articles/mont-tech-fit