boboto articolo nomenclature
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Nelle scuole Montessori, le raccolte d’immagini organizzate secondo criteri di ordine sensoriale o culturale o secondo insiemi logici di appartenenza, si chiamano nomenclature classificate. Esse rispondono alla “fame” di parole e di novità “culturali” che il bambino manifesta sin dalla prima infanzia e che raggiunge l’apice della sensibilità verso i cinque anni, quando le parole lo attraggono in particolar modo, giacché sono percepite come strumento di scoperta.

“La sete di parole nei bambini di questa età è insaziabile e la possibilità di impararne inesauribile” (Maria Montessori - “La mente del bambino”).


Le nomenclature classificate sono preparate in appaiamento, in modo da rispondere al grande interesse del bambino di trovare gli uguali e di conoscere le cose reali, anche tramite immagini, concetti, parole. Si possono dividere in tre grandi gruppi secondo il grado di  difficoltà che presentano. Possono essere raccolte di figure con caratteristiche comuni, facili da contrastare sensorialmente, come ad esempio mezzi di trasporto, giocattoli, fiori, frutti, animali che volano o che strisciano, che nuotano, a quattro zampe, a due, ecc..Possono riguardare classificazioni più specifiche, ad esempio animali nell’ambiente in cui vivono, animali del bosco, del mare, del fiume, del lago e così via, oppure animali coperti di piume, di scaglie o, ancora, frutti esotici, frutti mediterranei, e così via. Infine abbiamo le classificazioni scientifiche, quali ad esempio pesci, anfibi, rettili, uccelli, mammiferi; parti della pianta; forme geometriche; storia della casa; storia del vestiario; ecc.


Le nomenclature costituiscono, dunque, un materiale fondamentale del metodo Montessori, uno strumento per classificare oggetti e attività raggruppati in insiemi omogenei per significato, natura e funzione. Rappresentano un ottimo aiuto per l’arricchimento del linguaggio e per affinare la capacità di osservazione ed anche un importante strumento di preparazione indiretta alla cultura, giacché come cita la stessa dottoressa Montessori nel libro “La scoperta del bambino” a pagina 287: ”[…]cognizioni che diventano elementi seminati in terreno fertile, come è la mente del bambino, dove il seme si sviluppa naturalmente grazie agli stimoli della natura, la quale chiama il bambino verso la conoscenza del mondo.”


Altro riferimento bibliografico, oltre alla “Scoperta del bambino”, dove la dottoressa Montessori affronta l’argomento sotto un aspetto teorico è “La mente del bambino” al cap. XVII.


Il pensiero, lo studio e la sperimentazione d’uso delle nomenclature da parte di Maria Montessori iniziano in un periodo molto particolare della sua vita, esattamente durante il suo esilio volontario in India a Kodaikanal, a causa della rottura dei rapporti con il governo fascista dell’epoca. In quest’esilio, durato dieci anni, dal 1939 al 1949, al suo fianco è sempre rimasto il figlio Mario, ed è proprio Mario a dar vita alle prime nomenclature classificate come materiale per lo studio della botanica; le sperimenta nella piccola scuola di Kodaikanal e dopo lunghe osservazioni sul lavoro dei bambini ne definisce la struttura e i modi d’uso, tanto che nel 1966 pubblicherà “The Botanical Cards” sulla rivista dell’Associazione Montessori Internazionale.


Le nomenclature, dunque, per la loro intrinseca natura, vanno ben oltre la rappresentazione grafica di un nome o il semplice esercizio di lettura, ma si “depositano nell’inconscio” del bambino per divenire poi, risposte a dei bisogni molto più profondi.


“Il risultato sorprendente è stato questo: i bambini amano e ricordano le classificazioni: la qual cosa conferma l’idea che è naturale raggruppare parole ed è anche necessario avere un ordine mentale basato sul senso delle parole” (tratto da Maria Montessori, “La scoperta del bambino“, pag.286).


Alessandra Greco – insegnante Montessori