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Continuano le "pillole" di Boboto su Maria Montessori e la sua filosofia educativa secondo la quale il compimento professionale dell'insegnante è quello di servire lo spirito di ogni bambino, incoraggiandone l'autonomia e trasmettendo il coraggio morale necessario ad affrontare la quotidianità, 

”L’educazione assume oggi, nel particolare momento sociale che attraversiamo, un’importanza veramente illimitata. E questa accentuazione del suo valore pratico si può esprimere con una sola frase: l’educazione è l’arma della pace" - Maria Montessori.

Lo spirito di collaborazione e di rispetto trova terreno fertile nelle scuole dove crescono bambini e bambine liberi e soddisfatti delle proprie attività, dove ambiente e materiali sono preparati e costantemente curati, dove le insegnanti sono al “servizio” degli alunni. Riflettere ed operare nella scuola in una prospettiva di sviluppo di una cultura di pace significa divenire consapevoli della necessità di ricercare una dimensione di reciprocità tra le molteplici forme di diversità che coesistono all’interno dell’ambiente scolastico.

Ed è proprio questa dimensione di reciprocità che incide nella relazione educativa quando, insieme all’insegnamento e all’apprendimento, favoriamo l’affermazione ed il riconoscimento dell’altro, inteso come soggetto diverso da sé. L’insegnante deve scegliere dei criteri metodologici che promuovano l’autonomia e lo spirito di iniziativa dei singoli bambini: la sua missione consiste nell’aiutare l’umanità, in un periodo essenziale di formazione. 

Ne consegue che, per l’insegnante, il compimento professionale è quello di servire costantemente lo spirito di ogni singolo bambino e di favorire quell’occasione superba di esercitare le forze interiori accompagnandolo nelle sue prime esperienze. Il bambino è il padre dell’umanità e della civilizzazione, è il nostro maestro, anche rispetto alla sua stessa educazione.

L’insegnante deve dunque partire dalla realtà psichica del bambino per infondergli quel coraggio morale e quella salda coscienza necessari nella lotta quotidiana. Maria Montessori ha avuto l’enorme capacità di guardare lontano, identificando essenzialmente nella “pace” la testata d’angolo utile per dirimere le questioni sociali ed educative. E anzi Maria Montessori, declinando la pace come “ferialità” ed affiancandola ai percorsi quotidiani che, ordinariamente, sono scanditi da ritmi poco eroici, ha disvelato come la pace cresce nelle pieghe sotterranee dell’esistenza.

Maria Montessori ha lasciato un metodo capace di affrontare tali rilevanti questioni mettendo al centro il bambino, ogni singolo bambino, restituendogli il protagonismo, aiutandolo nella conquista dell’autonomia e della libertà, “ il suo agire per contribuire ad aiutare una vita a compiere la sua creazione”.

Alessandra Greco – insegnante Montessori