boboto intervista ossona
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Boboto è stato in visita ad una splendida struttura educativa ad Ossona, un piccolo comune in provincia di Milano di soli 4.200 abitanti. Eppure qui sorge una splendida esperienza educativa voluta fortemente proprio dal Comune di questo piccolo paesino: l’asilo nido comunale montessori “Teresa Sarti Strada”. Al coordinamento di questa struttura abbiamo trovato un’accogliente educatrice, Manuela Maruca.

Boboto: Ciao Manuela, abbiamo avuto la splendida occasione di potervi fare visita e passare nel vostro nido qualche ora. Spesso siamo bombardati da foto e notizie di splendide scuole o servizi educativi dall’estero noi, invece, siamo felici di poter dire che anche qui in Italia abbiamo degli splendidi esempi di servizi educativi pubblici come il vostro. Ci racconti come e quando è nato il vostro Nido?

Manuela: Il Nido Teresa Sarti Strada è nato nel 2011 per volere del Comune di Ossona, piccolo Comune del Magentino, il quale non aveva una struttura pubblica che potesse accogliere i bambini da 0-3 anni. Il nostro infatti è un Nido Comunale. L’amministrazione ha voluto puntare sull’eccellenza sia dal punto di vista strutturale che pedagogico. Il Nido è stato costruito rispettando i principi della Bio-architettura; sul versante sociale si è voluto coinvolgere la popolazione per renderla partecipe di questo progetto, lavorando sul territorio a più livelli: includendo le famiglie, le scuole e le diverse organizzazioni attive nel paese. E’ stato chiamato Michelangelo Pistoletto, uno dei più importanti artisti d’arte povera, a realizzare nel giardino un simbolo del Terzo Paradiso, che ospita l’orto e la sabbionaia.

B: Abbiamo potuto notare che i principi educativi a cui vi ispirate sono quelli montessoriani. La struttura è piena di luce, grazie a delle bellissime vetrate e circondata dal verde. Sappiamo quanto sia importante l’ambiente per la pedagogia montessoriana e ci chiedevamo se la struttura fosse stata pensata proprio per offrire ai bambini che l’avrebbero vissuta il miglior ambiente possibile.

M: Assolutamente si. Come si diceva la struttura è stata realizzata secondo le leggi dell'architettura naturale, utilizzando materiali naturali a basso impatto ambientale: legno, colori e tinte di origine vegetale e utilizzando il geotermico come sistema riscaldante. Entrando lo spazio che ci accoglie è molto luminoso, legno a terra e travi a vista sul soffitto e tinte tenui alle pareti. L'ambiente infatti è un aspetto fondamentale nel metodo, perchè pensato per accogliere chi lo abita in ogni suo aspetto. Il legno a terra per esempio, è importante per il bambino piccolo che cammina a piedi nudi; egli infatti ha bisogno di potersi esercitare nella postura eretta senza calze o pantofole che gli impedirebbero di sentire l'appoggio del piede al pavimento. I colori tenui alle pareti invece sono pensati per permettere la concentrazione del bambino quando è al lavoro..e così via.

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B: Immaginiamo che le vostre educatrici abbiano tutte il titolo di differenziazione didattica Montessori e ci chiedevamo se avete il supporto pedagogico di qualche ente italiano che vi segua in un percorso di continua formazione.

M: La cooperativa Or.s.a., che gestisce il Nido, si avvale della collaborazione con la Fondazione Montessori Italia. La Cooperativa ha infatti altri Nidi a metodo Montessori sul territorio Italiano e il lavoro con la Fondazione Montessori è fondamentale per mantenere sempre alto il livello e la qualità del lavoro pedagogico fatto all’interno delle strutture. Ogni anno ciascuna struttura segue un percorso di formazione pensata in base alle proprie esigenze. Il supervisore pedagogico viene a farci visita periodicamente e si lavora insieme su diverse tematiche. Quest'anno abbiamo iniziato un percorso di out-door: vogliamo creare nel giardino diverse aree e percorsi per il movimento grosso, un punto acqua per lavorare all'esterno

B: Il clima che abbiamo respirato nelle poche ore che siamo stati con voi rispecchia esattamente tutto quello che la Montessori ci ha raccontato nei suoi scritti sulle capacità e potenzialità dei bambini nei primi anni di vita. Abbiamo visto bambini anche molto piccoli muoversi in completa autonomia nell’ambiente e la cosa che, oltre a questa, si notava immediatamente, erano i toni di voce sempre pacati dei bambini e delle educatrici. Quando i bambini arrivano per la prima volta da voi, e magari arrivano da ambienti educativi differenti, riescono facilmente ad entrare in questo clima?

M: Sì. Per il bambino è facile muoversi in un ambiente pensato e progettato per rispondere ai suoi bisogni e necessità, nel quale può esprimersi e scegliere liberamente e con i propri tempi l’attività che più lo interessa. Bambini non abituati a sperimentarsi direttamente fanno fatica a scegliere quale attività fare. Infatti se non si è abituati a Fare, difficilmente si conoscono i propri gusti e quali sono le proprie capacità. Queste infatti sono competenze che si acquisiscono nelle attività quotidiane. L'esempio dei compagni aiuta a comprendere le regole che regolano la vita del Nido, e l'educatrice guida il bambino affinchè possa trovare un'attività adatta a lui.

B: Qual è la più grande differenza che noti tra i servizi educativi come il vostro che si ispirano a precisi principi pedagogici e i servizi educativi tradizionali?

M: Innanzitutto la libertà di scelta del bambino che non è obbligato a fare l’attività proposta dall’adulto. Nel caso dei Nidi a Metodo, l’educatrice prepara delle attività per i bambini della fascia di età che ospita nel proprio gruppo, e le mette a loro disposizione nell'ambiente. Successivamente, dopo aver osservato e conosciuto ognuno di loro, aumenterà la proposta dei materiali a seconda dell’interesse specifico di ciascuno. Così facendo il bambino troverà sempre nell'ambiente lavori che lo interessano e che hanno variabili di complessità crescente con il passare dei mesi. Questo permette a ciascuno di crescere con i propri tempi, rispettando le differenze di ciascuno, ma dando a tutti la possibilità di sperimentarsi a seconda delle proprie capacità. Dare ogni bambino il proprio tempo, di lavorare, di sperimentare e di crescere, vuol dire dare loro fiducia: sapere che ognuno di loro svilupperà con i propri tempi e modi le proprie capacità. Questa relazione crea un profondo rispetto per l'essere umano che mi sta di fronte, adulto o piccino che sia

B: Quanti bambini avete nel vostro nido in tutto (tra piccoli e grandi) e qual è il rapporto numerico che c’è tra insegnante-bambino?

M: Ad oggi abbiamo 46 bambini . Il rapporto numerico richiesto dalla Regione Lombardia è un educatrice ogni 7 bambini, più un’educatrice di supporto alla sezione che ospita un bambino con diversa abilità

B: Molto spesso una delle difficoltà di cui si sente parlare spesso nel seguire la pedagogia Montessori è proprio la difficoltà nell’acquisto dei materiali perché spesso costosi. Con grande piacere abbiamo visto che il nido è dotato di tantissimo materiale sensoriale, non solo classico montessoriano, ma anche creato dalle educatrici su ispirazione di quello classico. Ci parli di questo aspetto?

M: Mi fa piacere che tu l'abbai notato, perchè molto del materiale che viene utilizzato nelle strutture a Metodo, e che affianca il materiale sensoriale propriamente detto, è il materiale di Vita pratica, cioè attività pensate e create dalle educatrici utilizzando materiale preso da casa di uso quotidiano. Penso all’attività di grattugiare, non solo il formaggio nelle attività di cucina, ma il pane secco o il sapone; piuttosto che travasare, solidi o liquidi, in contenitori di diversa misura con l'ausilio di strumenti diversi.. Sono attività che entusiasmano i bambini ma che hanno precise finalità di sviluppo cognitivo atte a sviluppare particolari competenze oculo-manuali.
Tanto del lavoro delle educatrici si sviluppa dietro le quinte, preparando materiali stimolanti e che affascinano l'interesse del bambino

B: E ora un consiglio. Se ti leggessero educatrici che avessero il forte desiderio di iniziare a seguire questa filosofia, ma con scarse risorse economiche (visto che spesso si pensa si questo il maggior limite), da dove gli consiglieresti di iniziare?

M: Sicuramente seguire un corso di formazione che fa acquisire le necessarie basi pedagogiche, ma che produce indirettamente un cambio di prospettiva nell’approccio con il bambino. Non è il materiale che fa la Maestra Montessori, ma il saper accogliere ogni bambino nella sua interezza, ognuno con i suoi tempi e specificità. Il saper osservare il singolo e parallelamente il gruppo, capire quali sono gli interessi e come aiutarli a sviluppare le loro potenzialità attraverso le attività proposte. Questo è fra i compiti della Maestra Montessori. Il protagonista è il bambino, l'adulto lo guida perchè possa raggiungere una sua autonomia. Maria Montessori diceva: “L’abilità del maestro di non interferire arriva con la pratica, come tutto il resto, ma non arriva mai facilmente.” Molto del materiale, come ho detto prima, si può costruire e acquistare pian piano.

B: Grazie mille Manuela, per la tua disponibilità e per l'impatto positivo che date ogni giorno al sistema educativo italiano.