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Boboto vi racconta “in pillole” quello che la filosofia montessoriana ci ha lasciato in eredità sulla fascia d’età considerata fondamentale per lo sviluppo dell’uomo, la fascia 0-3 anni “l’età dell’oro” a detta di Maria Montessori.

“Se veramente si vuole mirare ad una ricostruzione, lo sviluppo delle potenzialità umane deve essere lo scopo dell’educazione. Nei tempi moderni la vita psichica del neonato ha suscitato grande interesse”, gli psicologi son venuti alla conclusione che i primi due anni di vita sono i più importanti nello sviluppo dell’uomo. La grandezza della personalità umana incomincia con la nascita dell’uomo [..], l’educazione dovrebbe cominciare dalla nascita” così Maria Montessori nel suo testo la “Mente del bambino” (1949), delinea chiaramente la necessità confermata dagli odierni studi neuroscientifici di un riguardo che i primi tre anni di vita meritano.

La gestazione e la nascita del Bambino

Il sistema nervoso già durante la gestazione ha un incredibile sviluppo tanto che alla nascita il bambino possiede quasi cento miliardi di neuroni. Le connessioni neuronali accrescono grazie all’evoluzione biologica e all’esperienza. Sin dalla vita prenatale attraverso la placenta e grazie ai suoi organi di senso (pelle, olfatto, gusto e udito) entra in contatto con il vissuto materno e quindi con i suoi stati emotivi, fisici e psichici, vive la prima fondamentale esperienza relazionale e, tramite la madre, riceve le prime informazioni dal mondo circostante, ha quindi la capacità di memorizzare esperienze.

La relazione instaurata con l'esterno nel grembo materno continua, con la nascita, ad assumere un sempre maggior numero di significati: “egli apre le braccia all’ambiente che lo riceve lo assorbe fino a far sue le abitudini del mondo in cui vive [..] la prima attività di questo sviluppo, che potremmo chiamare una conquista, è l’attività dei sensi”.

Il piccolo uomo riconosce i suoni, primo tra tutti la voce materna, riceve impressioni tattili che lo aiutano a conoscere ciò che lo circonda e sé stesso. L’aiuto primario che l’adulto può dare al bambino riguarda l’ambiente circostante preparato ed organizzato ma soprattutto ricco d’amore e relazioni serene: “se si considera la creazione psichica, si comprenderà quanto la grande cura che si dovrebbe avere dell’ambiente che circonda il neonato per facilitargliene l’assorbimento, affinché il bambino non sviluppi attitudini di regressione e si senta attratto e non respinto dal mondo in cui è entrato. Ne dipendono il progresso, la crescenza e lo sviluppo del piccolo”.

Le conferme scientifiche del pensiero montessoriano

Gli aiuti alla vita consigliati da Montessori sono stati confermati da numerose ricerche ed esperti: “Il bambino dovrebbe rimanere, nei primi giorni dopo la nascita quanto più possibile accanto alla madre perché sia favorito l’adattamento nel nuovo ambiente". Ad oggi accade ancora in alcuni ospedali, tranne là dove sia previsto e scelto il “rooming-in” (mamma e bambino sono insieme nella stessa stanza durante tutto il periodo della degenza), che il bambino alla nascita, dopo le prime ore passate con la madre, sia portato al nido e vincolato a seguire orari e tempi stabiliti sia per quanto riguarda il sonno sia per l’allattamento.

Lo stretto contatto dona sicurezza, affettività, rassicurazione e accettazione, consapevolezza di punti di riferimento, favorisce la sensorialità. L'istinto della madre, aiutata dal padre e da importanti figure di riferimento familiari ed esperti nel fornirgli le cure amorevoli nel giusto momento, gli permetterà di superare le sue angosce, a comprendere emotivamente il piacere di chiedere e ricevere consolidando la relazione psicofisica.

Questa prima soddisfazione di bisogni è il fondamento della costruzione della sicurezza e della fiducia negli altri e nel mondo circostante. La vita simbiotica delle prime settimane con la madre segna le basi per la continua costruzione e fortificazione dell'io, per la nascita psicologica.