Picturebook Fest
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Fino 4 febbraio 2018, il Museo Storico di Lecce ospiterà il Picturebook Fest - Festival dell'arte e della letteratura per ragazzi, che quest'anno giunge alla sua terza edizione. Con una speciale sezione dedicata ai diritti di bambine e bambini.

Picturebook Fest- Festival dell’arte e della letteratura per ragazzi, è il primo Festival organizzato a Lecce, finalizzato alla valorizzazione dei linguaggi della narrazione e dell’illustrazione contemporanea e con l'obiettivo di affermare e promuovere l'importanza culturale e la valenza pedagogica del libro illustrato.

PBFEST si rivolge ad un pubblico di operatori culturali del settore: autori, illustratori, librai, docenti, atelieristi, bibliotecari e anche genitori con l'intento di offrire loro occasioni di formazione altamente qualificate, attraverso workshop e seminari tenuti da professionisti, con esperienza decennale, nell'ambito della pedagogia dell'arte, della letterartura e editoria per ragazzi.

Un'attenzione particolare viene riservata al mondo dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie con una densa proposta di laboratori e letture, curate da autori e illustratori, del panorama internazionale, volta alla promozione dei libri e della lettura.

Uno dei tratti distintivi del Picturebook Fest, che lo ha portato ad essere uno festival peculiare in ambito nazionale,  è che si svolge all'interno del Museo Storico di Lecce che, quindi,  in tal modo conferma la sua vocazione all'apertura e al dialogo con i pubblici, proponendosi come una realtà in fermento, grazie alla quale crea un terreno adatto al fiorire di diverse iniziative, per bambini e adulti,  incentrate sulla valorizzazione e fruzione del patrimonio artistico.

I focus di quest'anno della manifestazione sono la "curiosità visiva" di cui ha parlato Italo Calvino nelle sue "Lezioni americane";  il diritto ad una vita poetica dei bambini; i libri tattili illustrati;  leggere senza stereotipi; il gioco come atto ludico di apprendimento.

Workshop, laboratori, presentazioni di libri si svolgono tutti nella cornice storica del MUST, che per l'occasione accoglie anche quattro mostre legate ai temi del Festival.

Tra queste, particolare attenzione assume "Non è mai troppo tardi per un diritto" che, oltre ad essere una mostra, è un progetto del Centro Alberto Manzi di Bologna di sensibilizzazione sui diritti dei bambini, che approda a Lecce grazie alla collaborazione di LedA laboratori con il Centro Zaffiria e Alessandra Falconi, che hanno curato il lavoro.

Sul progetto "Non è mai troppo tardi per un diritto"  ho rivolto  alcune domande a Alessandra Falconi, responsabile del Centro Zaffiria per l'educazione ai media, che ringrazio per la disponibilità .

Alessandra, come è nato il progetto?

« La campagna “Non è mai troppo diritto” prende spunto da un documento d’archivio del maestro Alberto Manzi scritto a commento della Dichiarazione Internazionale dei Diritti dei bambini. In questo documento, Manzi scrive: “Si guarda sempre al caso eclatante, al bambino con problemi [...] e ci si dimentica della massa dei bambini [...]. Una legge non ha nessun senso se non è l’espressione di una esigenza morale chiaramente individuata ed espressa. Spesso sono vuote dichiarazioni di principi che nessuno rispetterà. O ci si illude di rispettarli solo perché se ne parla, si fanno dichiarazioni e manifesti, e si tengono lezioni nelle varie scuole. Ma se non c’è questa esigenza morale, se non c’è vero rispetto del bambino, l’enunciazione dei vari diritti e dell’infanzia e dell’uomo rimangono vuote parole” ».

Che cosa avete fatto con il Centro Studi Alberto Manzi e Il Centro Zaffiria? Quali sono i protagonisti del lavoro?

« A partire da questo documento sui diritti dei bambini e delle bambine, scritto da Alberto Manzi e conservato presso l’Archivio del Centro a lui dedicato, abbiamo realizzato una campagna di sensibilizzazione che confidiamo possa incentivare nuovi progetti nelle scuole e non solo. Giovani artisti e artiste dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, coordinati da Alessandro Sanna (illustratore e artista), hanno creato le illustrazioni per i manifesti e le animazioni video. Federico Taddia (giornalista e divulgatore) ha curato i testi e Marco Mantovani (musicista) ha scritto le musiche reinterpretando il famoso motivo della trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi” andata in onda negli anni Sessanta sulla Rai ».

Quali spunti di riflessione intende sollecitare la campagna?

« “Non è mai troppo diritto” cita la famosa trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi” e pone un problema, come piaceva fare a Manzi, per stimolare a pensare: la strada verso la tutela e la promozione dei diritti dei bambini non è ancora così scorrevole e diritta, occorre invece fermarsi a rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione di quei principi sanciti a livello internazionale. Il primo ostacolo è quello legato alla mentalità di ognuno di noi: nei diversi ruoli ricoperti, sono gli adulti a dover agire per creare delle opportunità e dei contesti positivi per i bambini e per le bambine: i bambini sono nelle mani degli adulti che incontrano e che li accompagnano nel processo di crescita. Non è mai troppo diritto è quindi un richiamo a non abbassare la guardia».

Puoi farci alcuni esempi di diritti per i bambini da cui secondo Manzi è necessario ripartire?

« Il diritto all’adolescenza: Manzi scrive che “degli adolescenti ci siamo dimenticati, non c’è teatro dedicato a loro, la scuola non ne facilita l’aggregazione, gli spazi sono pochi. Come si preparano ad assumersi le responsabilità della vita in una società libera”?

Il diritto alla propria parte di bene comune (gli spazi delle città, la programmazione territoriale, il recupero degli edifici e dei quartieri): “i Comuni dimenticano che esistono bambini, preadolescenti, adolescenti così i vari piani regolatori sono studiati e realizzati per soddisfare le esigenze degli adulti, ma non quelle dei giovani.”

Il diritto a beneficiare della tecnologia, senza esserne travolto.

Il diritto di sentirsi protagonista, “come può assumersi responsabilità se non gli è stato mai permesso di avere delle responsabilità? Come entra nella scuola, dalla materna all’università, obbligato a seguire schemi ben precisi, schemi comportamentali, schemi di studio. Non è permesso ragionare sulle cose, sui fatti, sulle conoscenze non è permesso chiedere, discutere, pertanto nemmeno formulare ipotesi, ideare verifiche…

Mai responsabile di nulla, se non di ripetere (e anche qui nemmeno liberamente, ma come il professore vuole) le nozioni “ripetute” dall’insegnante (anche l’insegnante non fa che ripetere, mai ponendosi la domanda se non è più interessante riscoprire le cose)”.

Il diritto di essere accolto e protetto: pensiamo alla complessità della vita dei bambini rifugiati, ma anche dei tanti bambini stranieri che spesso sono la porta d’accesso, per i genitori, ai servizi pubblici e ai diritti minimi: cosa succede quando è una bambina che traduce alla madre le parole del medico sul suo stato di salute?

Il diritto ad una scuola che sia porta d’accesso sul mondo: occorre cioè lavorare sulla riduzione delle diseguaglianze e su strategie didattiche coinvolgenti affinché la scuola sia davvero luogo in cui imparare ad essere cittadini attivi, partecipi alla vita della res-publica, capaci di ragionare sul proprio destino e di avere un sogno collettivo.

Il diritto di conoscere le tante culture del mondo: per Manzi fu un pilastro dell’attività di romanziere: parlare delle storie di altri per capire meglio noi stessi, fare i conti con altri punti di vista, sostenere uno sguardo interculturale.L'esposizione, che conta una ventina di manifesti illustrati e sei animazioni video, sarà ospitata dal MUST per tutta la durata del Festival, sino al 4 febbraio, per poi divenire itinerante ed essere ospitata nelle scuole primarie e secondarie, musei o biblioteche, che ne faranno richiesta, con la finalità di incentivare nuovi progetti ed essere utile supporto per gli insegnanti».

Gli educatori e atelieristi di LedA Laboratori, qundi, accompagnano bambini e docenti in questo percorso di approfondimento e sviluppo della campagna.

Per conoscere e approfondire tutta la programmazione del Picturebook Fest, consultare il sito: www.leccepicturebook.it. Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Articolo a cura di Melania Longo, specialista in didattica e pedagogia dell'arte | curatrice delle attvità educative del MUST- Museo Storico di Lecce