Homeschooling e LifeSchooling
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Boboto intervista Carmen Fiore, donna, mamma, fondatrice di Sobjective e sostenitrice dell’homeschooling, l’educazione parentale svolta in contesti familiari e non.


Ciao Carmen, come sai Boboto è una Società Benefit ed ha molto a cuore la responsabilità d’impresa. Abbiamo avuto il piacere di conoscerti tramite il web in quanto sei presidente di “Sobjective” Associazione di Comunicazione Responsabile il cui obiettivo è di far entrare anche la comunicazione “in quella filiera virtuosa che porta l’impresa ad essere responsabile”.

Ciao Iliana! Intanto voglio ringraziarvi per questa intervista e per l’attenzione che riservate ai bambini, al loro apprendimento e alla responsabilità sociale d’impresa. Sobjective nasce dall’idea di coniugare etica ed estetica, marketing e best practise nell’ottica della divulgazione di una cultura aperta all’innovazione, alle pari opportunità, allo sviluppo del Sud e all’uso della comunicazione in modo etico, interattivo e coinvolgente come ponte con il reale, per creare reti produttive e migliorare la vita e la felicità collettiva e individuale. Il nostro attuale progetto, la Sobjective Kids Academy, punta sui bambini che per me sono il presente non solo il futuro del Mondo e li coinvolge attivamente attraverso un apprendimento libero e inclusivo, multimediale e interattivo, facendoli diventare attori protagonisti della comunicazione e di un progetto di responsabilità sociale d’impresa che creeranno loro, mettendoli in contatto con realtà e persone che con il proprio operato stanno cambiando il Mondo.

Oltre a questo, abbiamo scoperto con piacere che sei una grande sostenitrice dell’homeschooling tanto da aver scelto l’educazione parentale per tuo figlio. Ci racconti dove e perché è nata questa tua voglia di intraprendere questo percorso?

Ho sempre inteso la Vita come una grande avventura da vivere con passione e curiosità, per apprendere ed evolversi attraverso la scoperta del Mondo, il confronto con gli altri e le varie culture in un viaggio interiore di conoscenza di sé e all’esterno di confronto e condivisione con gli altri. Ho cresciuto mio figlio in quest’ottica e tutti mi dicevano “Peccato tu non possa insegnare, saresti bravissima!”. Così, pensando fosse un obbligo, ho mandato mio figlio a scuola. Io, d’altronde, ero una grande secchiona e amavo la scuola, il sapere! Però per noi l’esperienza scolastica è stata davvero deludente e mi sono resa conto che la scuola di oggi da un lato è rimasta ferma ai tempi della post-industrializzazione non evolvendosi e dall’altro lato è peggiorata (salvo eccezioni fatte per lo più da insegnanti temerari e illuminati che si scontrano con un sistema che non funziona). Con la consapevolezza di oggi, sapendo che non è la scuola a essere obbligatoria ma l’istruzione (art.30 della Costituzione) non avrei mai iscritto mio figlio. Perché l’homeschooling è uno stile di vita che ti permette di crescere e imparare insieme al bambino in modo naturale, spontaneo e gioioso. È libertà: di tempi, di approccio all’apprendimento, di organizzazione, di risorse. È uno sguardo sul Mondo a 360°. È personalizzazione: possibilità di approfondire un argomento in base all’interesse e alla maturità cognitiva ed emotiva del bambino, scegliere il metodo più adatto. È esperienza diretta nel Mondo, a contatto con professionisti che incontri o scegli nel tuo percorso, con altri bambini e adulti che ti arricchiscono ogni giorno e con cui condividi l’apprendimento attraverso i mezzi spesso gratuiti che ti offre la società in cui il bambino è calato completamente e ne è spesso cittadino attivo.

Qual è stato il tuo primo passo subito dopo aver deciso che avresti intrapreso questa strada?

I miei passi sono stati tre: descolarizzazione, orientamento alla felicità, riorganizzazione.
Per descolarizzazione s’intende un periodo di tempo – di solito un mese ogni 4 di scuola – che serve a tutti, bambino e genitori, per decondizionarsi dall’organizzazione della vita e del pensiero del sistema scolastico. Noi non ce ne rendiamo conto ma siamo stati abituati a pensare che certe cose, certe tappe, certi ritmi debbano essere necessariamente vissuti in un certo modo. Quindi riposo, stacco totale per rilassarsi, sgomberare il cervello da una forma mentis precostituita, accorgersi delle tante realtà che ci circondano e che presi dalla frenesia del correre non vediamo e, soprattutto, riacquisizione del proprio tempo, che ne abbiamo davvero tanto quando facciamo homeschooling e quindi… che farne?
Come coach olistica la prima cosa che ho fatto con Alessandro è stata quella di fare un lavoro di orientamento verso la felicità. Sembra strano ma nessuno ti dice che è tuo diritto essere felice. Che siamo fatti di corpo, mente e anima e che solo lo sviluppo, la stimolazione e il benessere di tutte queste parti in connessione con la Natura e gli altri permettono armonia ed equilibrio nella nostra vita. Che anche l’apprendimento è mirato alla propria realizzazione personale e professionale, quindi allo sviluppo del proprio potenziale, alla scoperta delle proprie inclinazioni e alla loro espressione, quindi all’appagamento di queste parti e alla propria felicità. Ho costruito un percorso che chiamo Life Plan attraverso il quale si può riflettere e fare delle scelte mirate al raggiungimento dei propri obiettivi. E con Ale ci siamo divertiti a fare progetti e calendari che lo rispecchiassero e che crescono con lui e i suoi interessi.
La riorganizzazione è la spontanea conseguenza dei due passi precedenti. Ora hai tutta la giornata, tutte le risorse e il Mondo davanti, hai capito quali sono i tuoi interessi, le tue passioni, i tuoi obiettivi… organizzati secondo le tue nuove priorità per realizzarti lasciando sempre spazio all’imprevedibilità della Vita che ti porta a nuove scoperte.
Da un punto di vista burocratico, invece, basta inviare un’autocertificazione in cui dichiari di scegliere l’educazione parentale al Sindaco o all’ufficio del comune che si occupa dell’istruzione o alla scuola a te più vicina. Può essere utile iscriversi al sito www.educazioneparentale.org un network che unisce tutti gli homeschooler d’Italia.

Sappiamo che molti genitori avrebbero voglia di iniziare un cammino simile, ma spesso sono bloccati dal timore di fare una scelta sbagliata perché non sarebbe al pari di quello che potrebbe fornire la scuola. Tu cosa ne pensi? Che consigli daresti a questi genitori?

L’homeschooling è uno sguardo sul Mondo e sull’apprendimento orizzontale e non verticale. Non si tratta di esserne all’altezza ma di essere in grado di allargare la propria visuale alla conoscenza da più fonti e punti di vista. Molti pensano che i genitori si sostituiscano agli insegnanti ma non è così, gran parte dell’apprendimento si svolge fuori, nel Mondo con tanti compagni di ogni età, noi siamo delle guide. Le sfumature dell’homeschooling sono tante quante le famiglie che lo praticano, ognuno trova la sua strada e il suo metodo. Abbiamo una rete di educazione parentale che ci permette di creare eventi e progetti in tutta Italia. Con il nostro gruppo ci vediamo spessissimo per mostre, laboratori, e altre attività ludico ricreative. Quando i bambini hanno bisogno d’imparare qualcosa che noi non sappiamo, qualche loro interesse particolare (che di solito va ben oltre il minimo d’istruzione) le strade sono due: apprendere insieme oppure costruire dei percorsi di studio esperienza con professionisti, associazioni che possano diventare dei mentori . Sembra più difficile da dire che da farsi perché queste strade si aprono spontaneamente strada facendo. E più il ragazzo cresce, più si organizza autonomamente. Poi il bambino impara sempre in modo spontaneo e in autonomia. Condividendo il tempo con lui, portandolo anche a lavoro a volte perché no, assimilerà così tante cose da lasciarvi sorpresi. E quanto imparerete anche voi! Per essere tranquilli si possono tenere sott’occhio le indicazioni nazionali del Miur. Ma basta sapere che per le elementari basterebbero 10 minuti al giorno.
Purtroppo molti, quando si parla di homeschooling, lo paragonano alla scuola cercando di trovare tutti i problemi che possono avere i bambini nel non andarci. Io vorrei dire che le cose non sono paragonabili perché sono davvero troppo diverse. D’altronde, se si scopre che la scuola pubblica è un servizio che lo Stato dà a tutti i cittadini che non hanno la possibilità di espletare il loro dovere d’istruire i figli per garantirne il minimo d’istruzione obbligatoria, si capisce che la distorta visione della delega dell’apprendimento allo Stato o a terzi è erronea. Ma lo dicono le indicazioni nazionali stesse del Miur che se fossero davvero seguite e non restassero sulla carta farebbero della scuola italiana un’eccellenza.
C’è da fare anche una breve analisi come premessa: viviamo in un momento storico in cui la scuola pubblica sta attraversando una grande crisi e questa instabilità si riflette sui bambini, dall’altro lato anche l’organizzazione familiare è sempre più orientata all’istituzionalizzazione dei bambini in tempi pieni di 40 ore o moduli suggeriti dalle stesse scuole perché, secondo loro, innalzano il livello d’istruzione dei ragazzi ma che, di fatto, sappiamo servire solo come deposito per i genitori perché anche nelle statistiche Ocse ed Europee i ragazzi italiani sono quelli con maggior numero di ore scolastiche e minor rendimento. Quindi, oggi, la scuola italiana è costruita sul tempo degli adulti, per rispondere alle loro esigenze non su quello dei bambini che sono, inoltre, subissati di compiti lavorando quindi sulla quantità e non la qualità dell’apprendimento.
In tutto questo, il tempo famiglia si riduce a due ore al giorno e poco più, come si possono passare certi valori, creare relazioni significative in questo modo? Qual è il tempo libero del bambino, quello dedicato alla creatività spontanea, allo sport, alla scoperta, al sano riposo e al pensiero? Cosa che ritengo molto grave, è anche la patologizzazione dell’infanzia con il dilagare di diagnosi di disturbi e deficit dell’apprendimento e nello stesso tempo l’incapacità di occuparsi bene in modo inclusivo dei bambini con deficit gravi. Questo è un discorso molto lungo.

Inoltre, la scuola non è preparata a includere i bambini ad alto potenziale cognitivo, cosiddetti plusdotati. Creando, spesso, dei gravi danni alla crescita armonica di questi ragazzi e alle loro famiglie. Infine, la scuola non prepara i giovani al mondo del lavoro o alla creazione di nuovi lavori. Per chi ha un pensiero critico, è difficile pensare di proporre questo modello educativo ai propri figli.

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È risaputo che il Montessori è molto apprezzato dall’homeschooling, non solo per i principi ma anche perché i materiali montessoriani offrono ai bambini un apprendimento molto autonomo e approfondito. Tu che ne pensi? Come vedi questo binomio?

Io lo trovo bellissimo. Non conoscevo la Montessori quando ho ideato il progetto della Sobjective Kids Academy e il mio “Anti-metodo” poi ho visto il film, ho letto i vostri articoli, mi sono documentata e mi sono rispecchiata moltissimo nel suo pensiero e nella sua pedagogia… la Montessori è stata una rivoluzionaria riconosciuta in tutto il Mondo ma, come spesso capita in Italia, snobbata… certo che piace agli homeschooler! La libertà con cui ogni bambino può approcciarsi all’apprendimento, l’aspetto esperenziale e della manipolazione che permette ai bambini di sviluppare tutti i sensi, la non suddivisione cronologica in classi che permette di lavorare secondo la propria età mentale e non cronologica, di sviluppare un approccio collaborativo e non competitivo, l’importanza dell’apprendere in movimento attraverso il gioco, di sviluppare una volontà per arrivare a un fine e poi l’educazione cosmica… noi homeschooler ci teniamo molto alla connessione con la Natura, al rispetto di questa e degli altri, della pace e della mondialità.
È bellissimo il lavoro che state facendo per rendere accessibili a tutti i bambini e alle scuole pubbliche gli strumenti Montessori! Dobbiamo ringraziarvi tutti!

Come vive tuo figlio la situazione da homeschooler? Qual è la sua cerchia di amici e come si rapporta con loro?

Per risponderti l’ho chiesto direttamente a mio figlio Alessandro che ha detto “è una domanda un po’ complicata… non so com’è la vita da homeschooler… io vivo semplicemente la mia vita!”. Mio figlio e i suoi pensieri riescono sempre a emozionarmi… è vero, la nostra vita è questa e la breve parentesi negativa della scuola per fortuna è ormai lontana! Per noi questa è la normalità!
Se state pensando alla socializzazione, faccio notare che la scuola è il luogo meno adatto dove socializzare e farsi amici: 25 ragazzi scelti a caso che per anni devono stare sempre insieme e non sono liberi di parlare se non tra una lezione e un’altra, che magari non hanno niente in comune non è esattamente socializzazione.

Alessandro ha molti più amici adesso! Il gruppo degli homeschooler, gli amici del mare e della montagna, quelli della breakdance e dell’hip hop, gli amici del parco dove fa skate. I ragazzi dei centri dove fa volontariato, gli homeschooler d’Italia e stranieri con cui tiene un dibattito ogni 3 settimane su varie tematiche, i figli dei miei amici a Messina dove stiamo svariati mesi e i bambini del palazzo di Milano dove viviamo, ah dimenticavo le signore dei cani con cui si vede per passeggiare gli animali di Messina e Milano per cui ha creato due gruppi whatsapp… quando si fa homeschooling si ha molto più tempo per curare le relazioni, scegliere gli amici in base ai propri interessi e alle cose in comune, vivere esperienze significative con loro che legano davvero! E molti suoi amici scolarizzati lo invidiano mentre a lui dispiace vederli sempre affaticati, infelici per i troppi compiti e anche poco interessati ad attività culturali che lui invece amerebbe anche condividere con loro! Perché per chi fa homeschooling il sapere, la cultura sono un piacere non un’imposizione.

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Parlaci del vostro LifeSchooling

Il nostro homeschooling è uno stile di vita che chiamiamo LifeSchooling perché è la Vita la nostra maestra. Alessandro ha 11 anni ma ha già fatto un piccolo “tirocinio” in una clinica veterinaria, un corso di apicoltura, il volontario in una clinica che si occupa del recupero della fauna selvatica e in un canile, l’inviato speciale del magazine dell’associazione Sobjective partecipando ai tavoli tematici del Mudec, intervistando persone importanti come Cecilia Strada, ha partecipato a un laboratorio di fisica esperenziale al parco avventura con l’università di fisica di Messina, ha partecipato a incontri sulla biodiversità della macchia mediterranea e la decrescita felice studiando, così, temi importanti come la sostenibilità ambientale, la responsabilità sociale, la costruzione della Pace e approfondendo studi specifici con professionisti in situazioni reali che lo hanno accolto e supportato nella scoperta del Mondo e nel suo apprendimento. Il tutto mentre gioca a videogame, con gli amici al parco, pratica sport con tutti gli amici homeschooler e non di ogni età.

Se siete curiosi di saperne di più potete guardare i nostri siti e per maggiori informazioni contattarci:
http://www.sobjective.it/whoisthisbaby/ il sito realizzato da mio figlio dove c’è il punto di vista bambino sull’homeschooling
http://www.sobjective.it/www.carmenfiore.ebasta/ il mio sito dove potrete leggere i post e scoprire anche il mio “Anti-metodo Fiore” e i corsi per adulti e bambini con didattica inclusiva per tutti, innovazione, creatività e divertimento.
http://sobjective.it/kidsacademy/ il progetto di responsabilità sociale dedicato a tutti i bambini.